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By CrotoneSviluppo

i luoghi interessati

Le nuove esplorazioni che ci permetteranno di vedere, comprendere e riappropriarci del patrimonio culturale di KROTON, della nostra KROTON, iniziano da dove le ricerche archeologiche, cominciate all’inizio del ‘900 e proseguite a fase alterne fino ai nostri giorni come scavi di emergenza in seguito all’espansione urbanistica della città, erano giunte.

Quelle precedenti indagini, seppur in molti casi frammentarie, sono cariche di conoscenze archeologiche, storiche, economiche, geomorfologiche, topografiche e urbanistiche della CROTONE di IERI, e, OGGI, ci indicano da dove ripartire.

Niente è lasciato al caso. Tutto, diversamente da quegli scavi di emergenza di ieri, è opportunamente pianificato.

Le aree prescelte per questo percorso di conoscenza sono tutte in continuità con quelle già oggetto di esplorazione in modo da poter restituire nuove informazioni e nuovi dati ma con un grado di dettaglio maggiore reso possibile da azioni pianificate e quindi consapevoli aumentando in questo modo la quantità e qualità delle informazioni disponibili utili per ricostruire la nostra KROTON.

 
 

 

 

 

 

 

IERI: (dalla metà degli anni’70 in poi): nell’ampia piana alluvionale tra il fiume Esaro e il Centro Commerciale «Le Spighe», innanzi alla dismessa area industriale Enichem/Montedison, con le investigazioni elettromagnetiche della «Fondazione Ing. C. M. Lerici» e le successive, intermittenti indagini archeologiche, è stato possibile individuare il più esteso dei quartieri di KROTON.

Un ordinato reticolo di isolati urbani costruito su una sapiente maglia fatta di numerose strade (stenopoi), che potremmo definire vie, intersecate da ampi e lunghi viali (plateiai) paralleli alla linea della riva del mare.

OGGI: il luogo di battesimo del primo progetto «Antica Kroton» vede finalmente l’avvio dei tanto desiderati lavori, che iniziano con le indagini di archeologia preventiva grazie ai quali potremo pianificare le azioni successive per la riscoperta di KROTON.

Questi metodi di indagine non devono essere considerati come fossero degli strumenti miracolosi ma come un apporto fondamentale, integrato con tutte le discipline che compongono le scienze al servizio del Patrimonio Culturale, necessario alla ricerca per individuare in modo sistematico le impronte del passato che la nostra terra può contenere.

 
 
 

​​IERI: (scavi dal 1918/1919 in poi): l’area al centro della città posta ai piedi di quella che un tempo fu la collina dell’acropoli di KROTON è da sempre lo scrigno di un tesoro che ha svelato nel corso del tempo alcuni dei suoi tesori: dalle probabili vestigia di un edificio sacro, al di sotto della filiale della Bper Banca su via Vittorio Veneto (scavi del 1932), alla esplorazione delle strutture al di sotto della sede della Bper Banca in via Napoli (scavi del 1985), che ci hanno fornito indizi della città dalla sua fondazione fin al periodo medievale, passando attraverso  gli scavi di palazzo Messinetti (1974) e di palazzo Crugliano (1975) grazie ai quali, tra le altre, sono state individuate due strade (stenopoi) fiancheggiate da abitazioni databili tra il VII e il III sec. a. C..

La KROTON che immaginiamo è quella sulla quale camminiamo, custodita dalla terra a qualche metro sotto di noi.

OGGI: cercheremo ciò che non è stato possibile scoprire nell’indagini precedenti attraverso lo studio e l’esplorazione di quelle aree, da sempre, libere e in diretta connessione con le precedenti zone sottoposte agli scavi d’emergenza, ora per la costruzione di un edificio, ora per la sistemazione di impianti, tubature e condotte. Andremo alla ricerca dell’identità di questa terra partendo dalle radici. Come in una macchina del tempo andremo indietro negli anni, nei secoli e nei millenni. Giungeremo alla fondazione della città e ne seguiremo lo sviluppo fino ad oggi. Una grande avventura alla scoperta del nostro passato.

IERI: (scavi del 1974 – 1984 – 1988/1989): nell’area adiacente il Palazzo di Giustizia e retrostante la «Masseria Suriano» e il Mercato di via Giacomo Manna, anche qui come in ogni zona dell’abitato, nei livelli più antichi erano state individuate le tracce della presenza dei primi greci risalenti alla fondazione, ma ciò che gli scavi hanno evidenziato sono i resti di laboratori artigianali: uno per la produzione di prodotti legati alla metallurgia, forse l’Officina di un fabbro (denominata «officina V» risalente alla seconda metà del VI sec. a. C., per intenderci il periodo in cui Pitagora viveva a KROTON) ed un secondo per la produzione di prodotti ceramici (denominata «officina IV» risalente alla prima metà del IV sec. a. C., per intenderci oltre un secolo dopo la morte di Pitagora).

OGGI: l’area insiste sulle adiacenze del percorso del «Torrente Pignataro» (oggi canalizzato e coperto), grazie al quale era possibile ricavare facilmente argilla, per le produzioni ceramiche, e fonte di grande disponibilità di acqua indispensabile sia per le arti metallurgiche che per quelle ceramiche.

Attraverso i risultati delle indagini sarà possibile ricostruire gli spazi degli antichi laboratori, forse trovarne di nuovi e insieme ad essi la strada (stenopós) che definiva l’isolato e, forse, scoprire che quello era il luogo in cui Pitagora, ascoltando il battere dei martelli del fabbro sull’incudine, scoprì i segreti della musica.

Area del Casale e Torre Morelli (vigna Morelli)
ovvero il Quartiere Settentrionale
Sorseggiando un caffè con l’antico.
Il centro cittadino, ovvero il Quartiere Meridionale
L’area produttiva di Campitella